L’albero

Una riflessione di Giovanna Berengo al ritorno da un seminario Mudita.

Nel mio ultimo seminario di Mudita ho avuto come meraviglioso insegnante un maestoso albero che dalla finestra del luogo in cui risiedevamo, si è offerto alla mia vista.

Un pino rigoglioso, aitante e verdissimo, con rami energici e vitali, pigne svettanti verso l’alto.

Mentre l’osservo mi accorgo della presenza di un suo ramo che stroncato, ormai secco sta morbidamente adagiato sui rami verdi che lo sostengono e lo sorreggono.

Quest’immagine mi ha fatto vedere come una tristezza, una sofferenza possa essere ed in realtà sia, sostenuta da una grande e sottostante salute.

Se allarghiamo il campo, se non cadiamo nella trappola dell’identificarci con quel ramo stroncato possiamo contattare e fare affidamento sulle nostre risorse, sulla nostra capacità naturale di stare bene. Ogni nostra sofferenza poggia su una profonda e intrinseca salute. Se portiamo l’attenzione della mente, se attraverso di lei conosciamo e facciamo esperienza della nostra parte vitale, se contattiamo la gioia che sta al di sotto della sofferenza, possiamo con quella sorreggere, contenere e ascoltare il nostro dolore, senza che devasti la nostra vita e diventi invece un’opportunità. Spesso riusciamo a mettere a fuoco solo il malessere, o il sintomo, perdendo di vista ciò che c’è intorno.

Questa è stata per me una potente immagine descrittiva della mindfulness, di come si possa, allenando la mente, portare l’attenzione su un campo più vasto, consentendoci di uscire dalla nostra sofferenza, aprendoci al benessere. Ciascuno di noi è quell’albero e la psicoterapia è il percorso per prenderne coscienza, é mindfulness del nostro pienessere.

- Giovanna Berengo

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